Ven. Ott 7th, 2022

Italia Sovrana e Popolare è un nuovo soggetto politico che intende dare risposte positive ai cittadini ritenendo fallimentare la politica della seconda Repubblica, nata per un annunciato rinnovamento e moralizzazione ma che ha nei fatti condotto l’Italia verso un percorso di grave declino.

Abbiamo riconosciuto nell’eterodirezione delle politiche, il famoso vincolo esterno, che ormai ha raggiunto il livello osceno della suddittanza, quale principale causa del fallimento ma altresì abbiamo individuato gli strumenti per venire fuori dal pantano, dove la famosa luce alla fine del tunnel anziché aumentare, diventa sempre più flebile e lontana.

L’Italia, ma ancora di più, la Sardegna, è diventata un luogo dove è molto difficile vivere ed è difficile fare impresa.

La situazione è nota, il rincaro delle bollette ed i prezzi crescenti sui beni primari ed i servizi sono solo le ultime mazzate che stanno mettendo in difficoltà le famiglie e le imprese.

Bandendo qualunque rassegnazione si intende proporre delle soluzioni che consistano in una via, un percorso da avviare. Non eventi miracolistici bensì interventi concreti e immediatamente attuabili.. La situazione è compromessa ma non impossibile.

Abbiamo pertanto definito i punti strategici e gli strumenti per raggiungerli partendo da ciò che abbiamo.

Ciò che è mancato al Paese, ciò che è mancato alla Sardegna è la visione strategica alla quale è stata sostituita quella della perenne emergenza. Emergenza acqua, emergenza trasporti, emergenza cavallette, emergenza pandemica, emergenza ospedali, emergenza dispersione scolastica, emergenza disoccupazione e chi più ne ha più ne metta.

Ciò di cui c’è più bisogno è il lavoro, e tutto ciò che ne agevola la sua creazione. Non ci sono politiche attive del lavoro che tengano se, alla base, non si crea attività, se, alla base, non si crea impresa. La cittadinanza vera è quella generata dal lavoro.

In sostanza, servono politiche economiche anticicliche, politiche industriali che, ahimè, sono praticamente vietate dai Trattati al punto che tutta la prima parte della Costituzione è diventata lettera morta.

Ricordo quel magnifico articolo 13 dello Statuto Speciale intitolato “Piano di Rinascita”, Piano che nella mente di chi lo ha concepito, voleva togliere la Sardegna dall’isolamento economico e dall’arretratezza storica, al punto che era previsto un intervento aggiuntivo dello Stato, superiore a quello previsto per le altre regioni continentali del Mezzogiorno d’Italia.

Vorrei dire che il principio dell’insularità, ora sbandierato perché inserito in Costituzione, era già bello che scritto in una legge costituzionale dal 1948 in questo articolo 13 che ne definiva lo strumento strategico per spingere la Sardegna verso un progresso sociale ed economico che ne riducesse le distanze rispetto alle zone più sviluppate del Paese.

Quale potrebbe essere il passo successivo per dare corpo al riconoscimento dell’insularità in Costituzione più pregnante ed efficace dell’articolo 13 dello Statuto Sardo, oggi diventato inapplicabile a causa dei Trattati Europei? Quale, se ogni intervento è comunque sottomesso ai vincoli di bilancio ed ai vincoli influenzati dalle scelte di un ministro delle finanze tedesco?

Chi lo spiega ad una famiglia di Orgosolo che il suo destino è condizionato dalle scelte di un olandese piuttosto che di un lituano che col centimetro vanno a misurare gli scostamenti consentiti, chi glielo dice che per conoscere il suo destino è più utile leggere il giornale Allgemeine Zeitung piuttosto che l’Unione Sarda?

E’ mai stato spiegato questo ai cittadini? Penso di no, non abbastanza.

Quello che diremo in questa campagna elettorale è spiegare alla famiglia di Orgosolo piuttosto che a quella di Guasila che la loro prospettiva di lavoro dipende dalle scelte molto lontane cui prestano poca attenzione in ragione del fatto che nessuno si è mai preoccupato di farglielo sapere.

Diremo che la sovranità non è quella caratteristica brutta e cattiva che gli è stata raccontata negli ultimi trent’anni, diremo che in costituzione la sovranità al popolo è la base della democrazia tanto che è scritta all’articolo uno, diremo che Italia Sovrana e Popolare è la forza politica che intende rivendicare l’articolo uno, tant’è che il nome è esso stesso la dichiarazione del programma.

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