Gio. Ott 6th, 2022

Patrizia Piras

Candidata di Lista al Senato della Repubblica

Mi chiamo Patrizia Piras, ho 56 anni e sono nata e vissuta a Cagliari.

Ho conseguito il Diploma di Maturità Magistrale, e successivamente la Laurea Triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive.

Dopo varie esperienze lavorative al servizio della collettività, ho intrapreso l’attività di insegnante transitando in ruolo per la scuola primaria nel 2008. Fin da allora ho percepito la progressiva involuzione della scuola pubblica italiana e di come, nel corso degli anni, la figura del docente sia stata vieppiù ridimensionata.

L’anno scolastico 2020/2021 è stato il peggiore della mia esperienza professionale. Al periodo buio e complicato della didattica a distanza, a seguito delle misure restrittive del lockdown, è seguito un periodo di insegnamento in presenza complicato, a causa delle misure anti Covid da una marea di circolari ministeriali indicanti adempimenti burocratici e misure cautelari sproporzionate a danno della didattica e dei bimbi, non dissimili da quelle degli istituti di pena.

Le misure liberticide introdotte dal Governo Draghi a danno degli insegnanti hanno visto prima l’obbligo del tampone del costo di 15 euro ogni 48 ore, quindi, dal 15 Dicembre 2021, con il decreto legge 172 l’obbligo di vaccinazione con siero genico sperimentale, a dispetto delle già note reazioni avverse e senza alcun tipo di tutela e alternativa per i lavoratori.

La politica è entrata così, brutalmente, nella mia vita, al punto dall’avermi spinta ad oppormi fermamente così da tutelare la mia salute. Ho abbandonato il sindacato CISL che avrebbe dovuto tutelarmi e che invece è apparso complice dei miei aguzzini. Ho infine conferito un mandato ai miei legali allo scopo di incardinare due ricorsi giurisdizionali avversi all’iniquo provvedimento di sospensione dal lavoro.

Tale presa di posizione non mi ha evitato la sospensione dal lavoro senza retribuzione durato un paio di mesi. Sono stati mesi assai difficili, pieni di momenti d’ansia e depressione. Tuttavia, proprio in quel momento ho cominciato a pensare ad un mio possibile impegno politico, proprio allo scopo di difendere i diritti costituzionali delle persone, delle fasce più deboli della popolazione e, quel che più mi è a cuore, dei bambini indifesi.

Sono una maestra, che dai suoi alunni viene considerata come una “seconda mamma”, pertanto quell’esilio, quell’emarginazione dal mio posto di lavoro, è stato per me un dolore insopportabile.

Il partito politico “Riconquistare l’Italia”, ora all’interno della coalizione “Italia Sovrana e Popolare”, mi ha dato l’occasione per candidarmi al Senato. Se sarò eletta vi assicuro che, senza risparmiarmi, mi batterò per i valori in cui fermamente credo, così come ho fatto nei mesi dell’infamia.

Condivido ogni punto di “Italia Sovrana e Popolare”: l’uscita dall’euro, dalla Unione Europea, dalla NATO, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da tutte le organizzazioni internazionali che limitano la Sovranità dell’Italia e del Popolo Italiano.

Sono una pacifista convinta e credo fermamente nell’articolo 11 della nostra Costituzione, in ossequio del quale l’Italia ripudia la guerra come mezzo per le risoluzioni dei conflitti internazionali. Del resto, è ormai chiaro a tutti come le decisioni di fornitura di armi all’Ucraina e le sanzioni economiche alla Russia, dopo sei mesi di conflitto bellico, si siano rivelate inutili per il numero esorbitante di morti, inefficaci e controproducenti per l’Italia.

Nelle mie intenzioni c’è anche la proposta di istituire una Commissione d’Inchiesta Parlamentare riguardante i decessi e le gravi reazioni avverse a seguito di inoculazione obbligatoria dei preparati antigenici sperimentali.

Riserverò un’attenzione particolare per gli annosi ed irrisolti problemi della Sardegna cui mi sento legata da un affetto speciale.

Un cordiale, affettuoso saluto a tutti voi.